Appunti per una ricerca

Questi appunti fanno parte di una ricerca nata l’anno scorso all’interno di un progetto sull’universo femminile dal titolo “Rivelazioni”. E’ uno studio sul femminile senza preconcetti, si tratta più che altro di un’indagine, si cerca, senza cercare di arrivare da nessuna parte, ma lungo la strada il tentativo è quello di raccogliere più materiale possibile. Il metodo di lavoro che adotto di solito, viene ancora di più dilatato, reso elastico e permeabile all’esperienza di cui si nutre. Proprio come il corpo delle donne. Non si può prevedere la forma del figlio che nascerà guardando la pancia che lo contiene. Uno dei lati più interessanti di questa che chiamo indagine è il formarsi di una rete di donne, di esperienze, di narrazioni che passano da una all’altra delle situazioni. Tutto questo non ha la presunzione di trovare risposte, ma la pretesa di collegare. Collegare ciò che si è scollegato, in tutti i sensi, in ogni luogo. Far si che che chi ne partecipa si senta a casa, dove per casa intendo un inconscio collettivo che non si esaurisce mai. Il progetto si propone una serie di incontri, laboratori e dimostrazioni in varie città d’Italia.

Il corpo è il nostro comune denominatore e il teatro dei nostri piaceri e dei nostri dolori.

Attraverso esso voglio esprimere chi siamo, come viviamo e come moriamo.”

Kiki Smith

La libertà non è qualcosa che si riceve, ma qualcosa che bisogna conquistare.”

Meret Oppenheim

La mia opera è una rivelazione del pensiero. Praticamente mi diverto a proiettare il gesto esoterico nel mondo interiore.”

Mariko Mori

Credo che sia importante attirare l’attenzione sul pensiero e sulla contrapposizione tra leggerezza

e pesantezza, sull’energia che oscilla tra questi due poli e che determina il nostro modo di pensare

e di vivere, l’energia che si cela dappertutto.”

Magdalena Jetelova

  • Essere prima di fare
  • Vivi in una realtà nominata, rinominarla, spostare il punto di vista, le priorità di valori.
  • La paura c’è, esiste, torna e ritorna, accettarla, viverla come nella natura, si accetta il correre di fronte al leone.
  • Pare che niente abbia più senso quindi insensare tutto.
  • La lista dei pregi.
  • La lista dei difetti.
  • Come funziona il cervello?
  • La madre, il padre.
  • La realtà come rappresentazione della verità.
  • “Devi agire solo sulle cose che pensi di poter influenzare. Dimentica le altre.”

INDAGINE

Si tratta di condurre un’indagine seria, vera. Si tratta di formare un gruppo enorme, una rete in comunicazione di voci. Voci che formano un coro. Un coro dal quale emerga la verità, così com’è, senza giudicare, senza elevare o abbassare, così come stanno le cose.

Quello che forse non ti aspettavi di sentire, quello che non avresti mai voluto sentire, quello che era scontato sentire. Storie, sensazioni, testimonianze, ritratti di dolore o di speranze o di pienezze. Figlie, madri, un lungo filo rosso a tratti interrotto, di generazione in generazione, voci. E da lì immagini, opere d’arte, sensazioni che prendono corpo. Corpi che danno sensazioni. Un corpo zoomato, in primo piano estremo, fino a diventare osceno. Tanti corpi, tutti assieme fino a fare paura, come un esercito prima o dopo la battaglia.

Ritratti nascosti di un esercito sotterraneo

Mi viene in mente l’esercito di terracotta. Centinaia di statue perfette, ognuna con sembianze diverse, in scala reale, nascoste sotto terra per milioni di anni, pronte all’attacco e sempre immobili,

perfette nella loro antichità incorrotta. Tutte ad indicare la stessa cosa.

Ben oltre l’immagine stereotipata della quale i media si fanno portabandiera, l’essere donna è ed è sempre stato uno stato mutevole, inafferrabile, potente.

La condizione di base, che risiede nel dna, è quella dell’accoglienza.

Le donne, da sempre, si fanno carico del quotidiano e del mistero, si aggregano solo grazie a silenziosi patti. La solidarietà va oltre il contratto commerciale e a volte avviene tramite una sola parola giusta, uno sguardo, un sentimento scaturito chissà da dove e che lega per sempre.

In questo orizzonte degradato e spogliato di tutto freme la voglia di ricostruire.

Si è pronte, si è comunque sempre pronte, anche quando le energie sono poche, gli eventi abbattono e gli uomini tradiscono. Si è pronte a curare, a ricominciare, ad amare, a dare.

E’ da lì che parte la differenza con l’altro sesso, i confini della donna sono molli, permeabili, lasciano entrare per poi elaborare, anche a costo di lasciarsi turbare, di rimettersi in discussione, di farsi plagiare. Si corre il rischio, si cambia casa, si cambia vita, non si vede l’ora. E poi, a volte si perde tutto.

E’ la parte sotterranea che fa partire l’indagine.

La versione pubblica / la versione privata.

Fuori / dentro.

Con / senza.

Le storie. I ritratti.

Quello che non volevi dire, ma che esce lo stesso. I sogni impossibili.

Le fatiche, le gioie, le solitudini, i rapporti.

Ghada Amer che ricama le sue donnine in pose erotiche.

Kiki smith che si veste da strega di Biancaneve.

Cindy Shermann che si traveste da brutta.

Sophie Calle che non si da pace e che tormenta tutti con le sue indagini, i suoi resoconti al limite della psicologia.

Diane Arbus che entra nella vita degli altri con uno scatto.

Emily Dickinson che rimane sotterrata in casa.

Pipilotti Rist che spacca i vetri delle macchine con un fiore.

E ancora, ancora, ancora………..

Che cosa emerge dal succo della tua vita?

Quale azione inconfessabile?

Quale voce?

Quali creature?

“Ebbene si, lavoro con la magia” scrive Nathalie Djurberg

Tutte, in questo esercito, lavorano con la magia.

Quando, dopo mille peripezie, finalmente si riesce ad incontrare la grande maga, l’oracolo; ci si stupisce per il suo aspetto ordinario, banale, come se fosse la vicina di casa che vedevi entrare con le buste della spesa. E’ lei la maga? Ti domandi, si e sei tu, e anche quella che incroci al mercato e la tua collega e …..

Esiste un modo di parlare che non ammette intrusi/e. Chi lo capisce… bene, gli altri… fuori.

Questo modo coinvolge tutti i sensi, le parole sono un fine e non il mezzo, la comunicazione avviene a vari livelli e comprende tutto, anche le tue antenate. E’ un modo antico, anche se usi parole moderne, un modo che si perde nella notte dei tempi, è ciò che aggiunge alla sopravvivenza della specie il nutrimento misterioso. E’ una rete, invisibile, che lega le donne che hanno capito una cosa fondamentale per andare avanti. E’ un’arma segreta che sai di possedere.

Fai parte di qualcosa, eppure sei unica. E certe sono molto più avanti di te, per esperienza, per passaggi fatti in fretta, per aver ceduto meglio e subito. Ceduto, non significa essersi arrese.

Non siamo sole. Ci passiamo parola quando sta per arrivare la luna piena e di notte lucidiamo le armi, di giorno ci scambiamo occhiate d’intesa e se una soffre andiamo a vendicare i torti subiti.

Non è credibile la storia del come ci vogliono fatte.

Come ci volete?

Ma davvero credete a questa bugia?

Qualcuna di queste immagini ti corrisponde?

E’ come provare ad infilarsi in un vestito assurdo, con tre maniche, stretto e di un tessuto che gratta.

Un disagio pazzesco.

Tutte quelle madonnine, sempre con il bambino in braccio.

Inutile affrontare cose grandi quando una minuzia occupa sovrana il tuo cervello.

Che cosa cucino stasera? E intanto il mondo crolla.

Non è possibile ascoltare il pianto di un bambino e mantenere la lucidità allo stesso tempo.

“Mi avevano interrotta sessanta milioni di volte. E così, sorridevo alle maestre, salivo sui mezzi pubblici, facevo la spesa, continuavo a lavorare, ma ero interrotta.”

ID

Solo per donne

Il lavoro comprende:

Lavoro sul corpo e sull’azione fisica tramite esercizi individuali e di gruppo

Lavoro sull’attenzione e la sensazione tramite musica, parola e gesto

Lavoro con materiali: oggetti, vestiti, articoli di giornali, fotografie ecc..

Lavoro sull’improvvisazione

Si tratta di un percorso di consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni. Si cerca di operare un cambiamento senza forzare, ma lasciando ad ognuna la libertà di esprimere tramite i suoi tempi e le sue modalità. Il gruppo sviluppa la solidarietà necessaria affinché le partecipanti si sentano protette e sostenute dalle compagne. Guidate, si lavora insieme per creare una atmosfera “altra” rispetto al quotidiano, ed in questo modo, ad ogni incontro, si entra in una zona protetta dove riesce facile esprimere ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto. Le tecniche teatrali sono il mezzo che permette ad ognuna di trovare la libertà per il proprio “gioco”, perché solo tramite il gioco e la leggerezza si riesce ad arrivare a toccare la profondità di se stesse.


Milena Costanzo lavora da molti anni in teatro come attrice e regista. I suoi spettacoli vertono spesso su personaggi e tematiche femminili. Come attrice ha lavorato con importanti registi italiani e stranieri, ma contemporaneamente ha sempre portato avanti una sua personale ricerca sul movimento fisico emotivo e sui differenti linguaggi in teatro e nelle sue performance.

Ha tenuto corsi al Centro internazionale di ricerca di Pontedera e ha collaborato con vari istituti superiori e con il progetto Demetra dell’università la bicocca di Milano con un progetto sperimentale di ricerca sui generi tramite il teatro nelle scuole.

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