COME BALLAMMO

COME BALLAMMO

La sera del matrimonio di mio cugino
avevo un vestito blu
avevo diciannove anni
e ballavamo, Padre, come due sfere rotanti.
Ci muovevamo come angeli che si lavano.
Ci muovevamo come due uccelli di fuoco.
Poi ci muovemmo come il mare in una brocca,
sempre più lentamente.
L’orchestra suonava la canzone
“Oh come ballammo la notte del nostro matrimonio.”
E tu mi muovevi a tempo di valzer come un piatto girevole
Ed eravamo teneri,
molto teneri.
Ora che sei steso lì,
inutile come un cane cieco,
ora che non puoi più fare agguati,
quella canzone risuona nella mia testa.
Lo champagne che bevemmo era puro ossigeno
e i nostri bicchieri tintinnavano uno sull’altro.
Lo champagne respirava come un subacqueo sotto la pelle
e i bicchieri erano cristallo e la sposa
e lo sposo si stringevano assonnati
come in una maratona di ballo del millenovecentotrenta.
Mamma era una bellezza e ballò con venti uomini.
Tu ballasti con me senza dire una parola.
Mentre mi tenevi stretta però, parlò invece il serpente.
Il serpente, quel beffardo, si svegliò e premette contro di me
come un grande Dio e noi ci piegammo insieme
come due cigni solitari.

Anne Sexton “Come ballammo”

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