A proposito di recitazione

Non posso prescindere da tutto quello che sono.

La mia vita non è uno dei costumi che indosso in scena, non posso sbucciarmela via prima di fare entrare il pubblico. A volte non si ha voglia di giocare perché si è tristi o troppo preoccupati per qualcosa o semplicemente perché si è troppo stanchi. Tutto questo è terribile, ma è così. Niente succede per caso, tutto quello che abbiamo, le persone che conosciamo, tutto quello che all’improvviso accade è nostro ed è per noi. Non è piacevole sentirsi dire “non mi hai convinto, non mi è piaciuto”, ma è la realtà. Non ho il totale controllo di quello che faccio, molto più di quanto dico nello spettacolo. A volte il mio “correre per stare al passo senza riuscirci mai” è l’unica realtà della quale devo prendere atto. E alla fine cambiarmi, fumare una sigaretta sulla scala antincendio, prendere la borsa e tornarmene a casa a riposare; dispiaciuta, intontita e arrabbiata con me stessa.

“E’ stato un brutto spettacolo, questo perché io sono l’unica attrice”

Amen

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2 thoughts on “A proposito di recitazione

  1. … Bella sincerità! Ma prendila con più poesia, cara collega! scrive il poeta GIanni Celati: ” Così l’attore va tra l’ombre vane / Inerme, inetto, idiota, a dir panzane” in Ode al Badalucco … Per quello che vivo io, che so di me “attore” oggi,, è molto vero. A te in fondo è andata meglio. Un fraterno abbraccio

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