La stanza nella notte

E.D.

primo studio su Emily Dickinson

Silenzio.

“Che cosa desiderate?”

“La qualità di chi ha avuto il coraggio di andare a fondo nella sofferenza e ha trovato l’essenza dell’umanità ferita, umiliata, umiliata con il piacere di farlo. Il piacere sadico.”

Sofferenza umana. Non si può capirla.

“Ogni amore esprime una vocazione per l’eterno”

SARA’ PER SEMPRE

Ne voglio ancora e ancora e ancora.

Ammirare stupefatti l’enigma, il mistero.

Ci vuole fede.

“Trasformare la ferita in poesia”

Non basta mangiare una volta. Bisogna farlo ancora e ancora e ancora.

Esplosione dei sensi. Di notte. Nel silenzio.

Morire dal ridere.

“E’ strano che io di notte senta così tanto la tua mancanza visto che non ci sono mai stata con te – ma l’amore invoca puntualmente te non appena chiudo gli occhi – e mi sveglio calda del desiderio che il sonno ha quasi appagato -”  Frammento da una lettera di Emily Dickinson a Otis P. Lord

Non c’è bisogno di essere una stanza – per essere infestati –

Non c’è bisogno di una casa –

La mente ha corridoi – che oltrepassano

Lo spazio materiale –

Ben più sicuro, un incontro a mezzanotte

Con un fantasma di fuori

Che affrontare da dentro

Quell’ospite più freddo.

… dalla poesia 670 Emily Dickinson

UN PEZZO DI PAN DI ZENZERO

UN GOCCETTO DI RUM

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